Giorno del Giudizio XII 02/06/18

 

Il 6 maggio 2017, a Marginone, è andata in onda l’undicesima edizione di “Giorno del Giudizio”, ma questa volta a presentarlo è stata la Scuola Italiana Wrestling, che ha fatto il suo debutto nel panorama italiano con il primo show targato “Wildboar”. Quel giorno, oltre all’assegnazione del titolo della divisone Wild, ha avuto inizio il torneo che avrebbe decretato il primo Campione Italiano di Wrestling. A distanza di un anno, il 2 giugno 2018, la SIW è tornata a Marginone per Giorno del Giudizio XII. In una spettacolare cornice, formata da più di trecento spettatori che hanno creato un’atmosfera quasi magica, i migliori atleti della Wildboar wrestling si sono affrontati sul ring, in match uno migliore dell’altro. Qui di seguito, ecco a voi un resoconto dettagliato degli incontri disputati.

L’onore di aprire le danze è stato dato a “L’essere supremo” Stryke Hellwig e al “Supersonico” Jet. Jet veniva da un anno carico di sconfitte, ma la rotta aveva incominciato a invertirsi durante gli spettacoli della “Road to Giorno del Giudizio”, in cui Jet si è separato dal suo ex tag team partner Thunder Kid; dall’altra parte, Stryke Hellwig ha fatto il suo ritorno dopo più di sei mesi di stop dovuti ad un infortunio alla spalla che lo hanno costretto ad un lungo periodo di riabilitazione. I due atleti non si sono risparmiati, Stryke ha dimostrato di essere tornato in piena forma e ha neutralizzato più volte i tentativi di Jet di connettere la sua May-day. Alla fine, tuttavia, Jet è riuscito a colpire Stryke con un colpo che lo ha lasciato stordito per alcuni secondi e il Supersonico ne ha approfittato per eseguire finalmente la May-day ed aggiudicarsi la vittoria.


Il secondo incontro metteva in palio il titolo Academy, titolo creato appositamente per gli allievi della SIW e per permettere loro di mettersi in mostra di fronte ai veterani e al pubblico. Lo scorso novembre il campione inaugurale è stato Adriano, che quest’oggi difendeva la cintura contro l’allievo più promettente del 2018: Dylan Rose, allenato direttamente da Fabio Ferrari. Incominciato come uno scontro leale, Rose ha a poco a poco mutato atteggiamento, incominciando a giocare sporco e colpendo Adriano scorrettamente ignorando gli ammonimenti dell’arbitro. Nonostante Adriano sia stato un durissimo avversario, la strategia di Rose ha premiato e, dopo una Slice bread, il wrestler di Torino ha schienato Adriano e si è aggiudicato la cintura.

E parlando sempre di allievi promettenti, la SIW ha dato la possibilità ad alcuni di loro di esibirsi in una Battle Royal, mettendo assieme giovani al debutto contro atleti più navigati come Pegaso o Ivan La Croix. In questa rissa reale, menzione d’onore a Santos Correira, tifatissimo dal pubblico e che è riuscito, al debutto, a rimanere tra gli ultimi quattro sopravvissuti, ma che è stato infine eliminato grazie alla collaborazione dei suoi tre avversari. A vincere è stato invece, a sorpresa, l’idolo di casa “Scanner”, la lingua tagliente della SIW, che, forse anche grazie al calore del suo pubblico, è riuscito ad eliminare per ultimo Pegaso.

L’ultimo incontro della prima parte dello show è stato, forse, il miglior match della serata, oltre che uno dei più attesi: Picchio, campione della Wild division dopo aver sconfitto Cash Crash a febbraio, si è trovato nuovamente di fronte ad Alex Flash, colui che non era mai riuscito a sconfiggere nel corso di tutti i match dello scorso Summer Tour della Wildboar; perché questo incontro mettesse un punto definitivo a questa faida, si è deciso che la stipulazione sarebbe stata un Two out of three falls match. Un incontro durissimo, intenso, senza esclusioni di colpi, complici le regole della divisione Wild dove le squalifiche, praticamente, non esistono. Alex Flash si è aggiudicato il primo pin eseguendo una brainbuster su una sedia, lasciando gli spettatori attoniti e Picchio in situazione di svantaggio. Nonostante ciò, il Campione Wild ha mostrato forza e una determinazione fuori dal comune, è riuscito a riportare la contesa sull’1 a 1 grazie ad un roll up magnificamente eseguito e dimostrandosi un ottimo wrestler tecnico. Sul finale, Picchio ha bloccato l’ennesimo attacco con una sedia di Flash, ha connesso la sua ginocchiata in corsa ed è salito sul paletto per eseguire uno straordinario splash, dopo la quale è finalmente riuscito a schienare Alex Flash. Al termine del match, nonostante l’ex campione Wild, il peso leggero più titolato d’Italia, fosse visibilmente arrabbiato per la sconfitta, Picchio gli ha teso la mano e i due si sono abbracciati al centro del ring tra gli applausi del pubblico.

Dopo la pausa, lo show è ripartito alla grande con un altro match titolato: i “Golden” Latin Lovers, Rafael&Bon Giovanni, si sono dimostrati il tag team più dominante della SIW, conquistando anche le cinture di coppia della federazione messe in palio ad inizio febbraio; gli sfidanti invece si sono presentati come una coppia nuova, gli “Space Sharks”, formata da “La suplex star” Darko, il quale aveva fatto il suo debutto proprio a Giorno del Giudizio lo scorso anno, e “L’ultimo squalo” Wave, un personaggio che sembra aver sostituito la personalità oscura di “Incubo”, a seguito proprio di un attacco da parte dei Latin Lovers. Il match ha visto i Latin cercare di tenere il più possibile Wave fuori dal ring, cercando di avere la meglio su Darko isolandolo all’angolo ed impedendogli più volte il tag al compagno; quando Wave è entrato in partita, i Latin Lovers hanno nuovamente giocato sporco con Bon Giovanni che ha distratto l’arbitro che non si è accorto che Rafael stava cedendo alla Wave lock. Tuttavia, alla fine è stato proprio Bon a colpire inavvertitamente Rafael con un Superkick e a subire la finisher degli Space Sharks: una gomitata volante di Darko simultanea alla Powerbomb di Wave. Gli Space Sharks si laureano così nuovi campioni di coppia Wildboar


Il pre-main event vede scontrarsi un altro allievo della FIW di Fabio Ferrari contro un atleta SIW, ossia “Il guerriero della strada” Geminy contro “Il samurai di ghiaccio” Ronin. L’incontro è un quasi totale massacro di Geminy su Ronin, nonostante il samurai dimostri un grande spirito combattivo e tenti più volte di riprendersi, ma Geminy si rivela un avversario troppo duro per lui e alla fine Ronin è costretto alla sconfitta.


Nel main event, il culmine dello show, si sono affrontati i due atleti che hanno totalizzato più punti nel torneo durato un intero anno: Tempesta e Fabio Ferrari. Entrambi con un’esperienza più che decennale sul ring, entrambi allenatori di un polo, entrambi veri e propri pionieri del wrestling italiano. Ma al contempo, molto diversi: con un atteggiamento fortemente individualista, Ferrari ha scalato le vette del wrestling, lottando in tutto il mondo contro i migliori; viceversa, Tempesta si è sempre occupato come prima cosa dei suoi allievi e della crescita della SIW. I due si erano affrontati già molte volte, così che per entrambi non è stato facile cogliere di sorpresa l’avversario; Tempesta è riuscito a far cadere rovinosamente Ferrari fuori ring, mentre il Torinese ha provocato a Tempesta una brutta caduta dal paletto. Entrambi si sono trovati più volte vicini alla vittoria, ma sul finale il ruolo decisivo l’ha giocato la racchetta da tennis di Ferrari: oggetto contundente presente a bordo ring, Ferrari ha tentato di utilizzarla su Tempesta sfruttando una distrazione dell’arbitro, questi lo ha disarmato e ha provato ad utilizzare a sua volta la racchetta, venendo tuttavia bloccato proprio dall’arbitro, che ha avuto un alterco anche con Ferrari; alla fine, Ferrari ha colpito Tempesta alle spalle credendo così di avere la vittoria in pugno, ma Tempesta ha ribaltato la situazione e ha connesso la sua finisher Rombo di Tuono, così il wrestler di Pisa si è aggiudicato il match e il titolo di campione italiano di wrestling.

Tra i festeggiamenti da parte di tutti gli atleti e tra gli applausi del pubblico, si è così concluso Giorno del Giudizio XII, che si è lasciato alle spalle due nuovi campioni, uno dei possibili match dell’anno e, finalmente, ha regalato al wrestling italiano il suo vero campione.

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